1807-2007



La famiglia Cesarini: 200 anni a Panicale


Nell'archivio del Palazzo del Podestà di Panicale si conserva un certificato datato il 4 febbraio del 1807, firmato dall'arciprete don Luigi Brami. Il documento attesta l'unione coniugale tra il "Sig. Cesare del fu Sig. Gianbattista Cesarini della Cura della Strada, ove abitante a Vajano" e "l'onesta fanciulla Sig:ra Luisa del Sig. Stefano Fabbri mia parrocchiana".
La più antica foto di famiglia conosciuta é del 1865. Seduta al centro vi é la mamma Angela Mancini, vedova di Francesco Cesarini, figlio di Cesare. Davanti a lei il mio bisnonno Decio (1859-1934), proprietario terriero. In piedi alla sinistra di Angela c’é Alceste (1858-1911) con un particolare interesse per la mitologia greca; tutti i suoi figli avevano nomi greci. Sulla destra Pietro (1857-1942), anche lui proprietario terriero. In fondo da sinistra, Omero (1846-1905), poeta, ed Ettore (1843-1912) capostipite del ramo di Città della Pieve.
Non si tratta solo di un certificato di matrimonio ma anche di un documento che conferma l'arrivo dei Cesarini a Panicale in Via Ceppari 37. In questo periodo ricorre per l'appunto il duecentesimo anniversario di tale evento.
Ma le origini della famiglia e del cognome sono molto più remote. A Vaiano, luogo di provenienza di Cesare, risiede ancora oggi il ceppo della famiglia che secondo i dati anagrafici risale almeno al 1628, anno in cui nacque Paolo Cesarini (1628-1711). Quel ramo, ai primi dell'800, dette vita ad altri tre: a quello di Villastrada, di Tavernelle e di Panicale. Ho avuto il piacere di conoscere alcuni rappresentanti dei suddetti rami: lo zio Pasquale (1898-1992), agronomo, risiedeva a Vaiano nell'antica palazzina della famiglia. Del ramo di Tavernelle ricordo lo zio Bruno (1912-2000), medico condotto, che esercitava la sua professione a Borgo S. Lorenzo vicino a Firenze.

Questa foto é stata fatta in uno studio fotografico di Perugia intorno al 1906. Da sinistra: Decio, Fernanda, Cesare, Pio, Elena e Mariorenato.

Malgrado la suddivisione in quattro rami, avvenuta ormai da due secoli, c'era sempre un senso di parentela molto sentito. Era quindi naturale chiamare i parenti di Vaiano e di Tavernelle zii, anche se lo erano dell’ottavo grado!
In questa foto fatta nel 1925 mio zio Mariorenato (1924-1997) é al centro dell'attenzione. In piedi  da sinistra: la sorella di mia nonna Lola Ximenes (?-1953), il mio bisnonno Decio Cesarini (1858-1933), suo fratello Pietro Cesarini (1857-1942), Mariorenato Cesarini, mia nonna Andreina Ximenes Cesarini (1889-1984), suo padre Francesco Ximenes (1857-1925), mio nonno Pio Cesarini (1894-1960). Seduti da sinistra: la madre di mia nonna Guendalina Bianchi Ximenes (1858-1951), la sorella di mio nonno Fernanda Cesarini (1903 -1935) e la mia bisnonna Elena Ascanio (1865-1933).
A Panicale invece c'erano i parenti decisamente più stretti: in particolare ricordo lo zio Mariorenato, il fratello di mio padre (1924-1997) e la zia Emilia (1919-2006), figlia di un cugino del mio nonno Pio.

Il cognome, di origini antichissime, è noto già dal '300, quando l'antica famiglia originaria di Roma divenne potente, dando alla luce diversi cardinali e feudatari, spostandosi poi nel '500 a Civitanova nelle Marche, dove al marchese Giuliano I Cesarini (+1565) fu conferito il titolo di Gonfaloniere del Popolo Romano. Secondo i dati genealogici, tale famiglia si sarebbe estinta nel 1711 quando l'ultima erede Livia (1650-1711) andò sposa a Federico Sforza, creando così il ramo Sforza Cesarini ancora esistente.

Una domanda di rilievo è se esiste un collegamento tra la famiglia Cesarini antica e quella moderna.

Mio nonno Pio Cesarini
, valido agronomo e generale

Cardinale Giuliano Cesarini (1398-1444), presidente del Concilio di Basilea
Mio nonno Pio (1893-1960), generale del Corpo Forestale dello Stato, che con passione si dedicò a condurre ricerche genealogiche sulla famiglia, scopri che il cardinale Giuliano Cesarini (1398-1444), presidente del concilio di Basilea e raffigurato nella galleria dei ritratti degli Uffizi, viaggiava spesso in Umbria nella zona intorno al Trasimeno, dove possedeva diverse terre. Queste terre combaciavano più o meno con quelle possedute dai Cesarini in tempi più recenti. Tra l'altro scrive nei sui appunti "... ragioni di carattere territoriale, tradizioni orali per quanto vaghe, la posizione economica e sociale meno recente, recente ed attuale dei diversi rami della famiglia umbra, danno una fondata presunzione che più o meno collateralmente, la famiglia attuale abbia avuto da quella antica la sua derivazione".
Anche se non vi sono nè prove nè documenti che attestino il legame tra il ceppo antico e quello moderno, vi è un dato curioso che fa mettere in moto la fantasia.

Il Cardinale Alessandro Cesarini (1592-1644) fu proclamato dal 1624 protettore della terra di Panicale. Cosa ciò significasse per la zona non si sa con esattezza. Ma chiaro è il fatto che nel 1628 si riporta la nascita di Paolo Cesarini a Vaiano, senza alcuna notizia sui genitori. E come mai la sua famiglia possedeva più o meno le stesse terre una volta possedute dal famoso cardinale Giuliano, dello stesso ceppo di Alessandro?

Una cosa è comunque certa. La presenza della famiglia in Umbria è ben documentata da diversi secoli e a Panicale da esattamente duecento anni. Ciò dovrebbe bastare per far annoverare i Cesarini tra le antiche famiglie panicalesi.


Cardinale Alessandro Cesarini (1592-1644) fu proclamato nel 1624 ”protettore della terra di Panicale”.

Oggi i Cesarini, per motivi di famiglia e di lavoro, sono sparsi per l'Italia e per il mondo. Ma molti, con le radici ben radicate a Panicale, tornano spesso e volentieri nella loro terra d'origine. Una di questi è mia madre Gun Lundborg Cesarini, di origine svedese ma una Cesarini da più di mezzo secolo. Insieme al marito Giuliano (1926-1995), mio padre, ha fatto restaurare le antiche case di famiglia, le stesse che, nell'ormai lontano 1807, accolsero i primi Cesarini venuti a Panicale. A novembre, ogni anno, apre anche la rituale raccolta delle ulive, alla quale siete tutti invitati a partecipare.
Quando la nonna Gun - attuale capostipite della famiglia  - compí 75 fu celebrata a Cipro. In questa foto sono riuniti gli ultimi Cesarini meno il piccolo Adriano che era riuscito a sfuggire.. Nella foto si vede anche il fratello di Gun, Lennart, mia moglie Lisa con nostra figlia Chiara, assolutamente l'ultima Cesarini!
LO STEMMA

Stemma dei Cesarini nella casa in Via Ceppari 37
Lo stemma dei Cesarini è composto da un orso legato ad una colonna sovrastata da un'aquila. L'orso é lo stemma piú antico di cui fece uso la famiglia, probabilmente dal nome Orso, uno dei capostipiti della famiglia vissuto nel '300.

Intorno al 1430 fu aggiunta una colonna a cui è attorcigliata una corda a cui è legato l'orso. La colonna fu introdotta come un riconoscimento verso il papa Martino V Colonna. Un secolo più tardi l'aquila incoronata viene sovrapposta alla colonna, forse concessa dall'imperatore Carlo V quando Giuliano Cesarini, in qualità di Gonfaloniere del Popolo Romano, si trovò a Bologna all’incoronazione dell’Imperatore.


Ascoltate il programma radiofonico (in svedese):
             Canale 1,  20 febbraio 2006

o visualizzate il
        certificato di matrimonio del 1807


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